|
Sulla
collina Monterozzi, a circa 3 km dall'abitato, si trova la
Necropoli Etrusca con circa 6.000 tombe di ogni forma
e dimensione, molte dei quali completamente dipinte. Si tratta
di una delle necropoli più importanti tra quelle conosciute,
perché ricca di tombe a camera con decorazioni che costituiscono
la più completa documentazione dello sviluppo della pittura
etrusca dal VI al II sec. a.C. Per esigenze di sicurezza e
di conservazione sono visitabili, oltre al complesso tombale
"Scataglini" (dalle 11.30 alle 14.30), al momento
soltanto nove tombe (dalle 09.00 a un ora prima del tramonto):
Fior di Loto, Leonesse, Gorgoneion, Cardarelli, Fustigazioni,
Giocolieri, Caronte, Leopardi, Baccanti.
Uscendo dalla
città in direzione di Monteromano, dopo circa 7 km voltate
a sinistra alla fine dell'acquedotto romano: seguendo le indicazioni,
si arriva sul colle dove sono visibili i resti della antica
Città Etrusca, la Civita, compresa l'Ara della
Regina, un enorme basamento di un maestoso tempio, dove sono
stati rinvenuti i famosi cavalli alati esposti nel Museo Nazionale
Etrusco in città.
<< SU
Il
Palazzo Vitelleschi venne intorno eretto alla metà
del '400 da Giovanni Vitelleschi, detto il "Cardinale
di ferro", nativo di Tarquinia, condottiero pontificio
e acerrimo nemico della famiglia Di Vico, che aveva dominato
all'epoca un po' ovunque nella Tuscia, il castello dei quali
era comunque già stato distrutto nel 1355 dal Cardinale Albornoz.
Fu il Cardinale Vitelleschi a mettere fine all'ultimo tiranno
della famiglia, Giacomo, che catturò insieme ai tre figli
nel loro castello di Vetralla e fece poi decapitare in piazza
a Soriano nel Cimino. Alla parte più antica risalgono i due
magnifici finestroni a sesto acuto della facciata principale,
mentre altri elementi, come il timpano triangolare del portone
d'ingresso, fanno pensare ad interventi successivi. L'elegante
cortile interno, con due lati aperti da un portico, disimpegna
alle varie sale del pianterreno e dei piani superiori.
<<
SU
Nel
palazzo è allestito il Museo Nazionale Etrusco, fra
i più importanti dell'Italia. Ai lati dell'ingresso, due sarcofagi
in nenfro del II sec. a.C.; nel cortile vari reperti etruschi,
romani e medievali. Nelle sale del pianterreno sono esposti
diversi sarcofagi, fra cui quelli delle famiglie Partunus,
Pulena e Camna, tutti notevoli. Al primo piano è custodita
l'elegante scultura rinvenuta sull'Ara della Regina nella
vicina acropoli, i cavalli alati che ornavano il frontone
del tempio. Le vetrine delle sale adiacenti contengono vario
materiale archeologico dal periodo villanoviano a quello romano,
documentando l'evoluzione della pittura vascolare greca ed
etrusca nelle sue varie forme. Al secondo piano invece, sono
esposte le pitture di quattro tombe (Triclinio, Bighe, Olimpiadi
e Nave) distaccate negli anni Cinquanta dalle pareti tombali.
<< SU
È
invece di recente apertura un museo sotterraneo, Etruscopolis,
ricavato a 50 metri di profondità in una cava etrusca di macco,
che si stende per 15.000 m². Negli ambienti naturali della
cava è stato ricostruito fedelmente un plastico dell'antica
Tarquinia, basato su rilievi della Fondazione Lerici e sono
state ricreate sette tombe famose con i loro arredi funebri
ed i loro affreschi. In alcuni ambienti sono esposti vasellame
ed utensili dell'epoca. SU
La
Chiesa di S. Maria in Castello si erge sulle rupi ad
ovest della città, dominando la vallata del Marta fino al
Mar Tirreno. Dichiarato Monumento di interesse nazionale nel
1975, risale al 1121 e portata a termine nel 1208, quando
venne consacrata alla presenza di dieci vescovi. Di stile
romanico, ha una facciata, sormontata da un campaniletto a
vela, con tre portali, di cui quello centrale con decorazioni
cosmatesche. Anche il pavimento delle tre navate mostra tracce
di mosaici cosmateschi. Nella navata di destro si trova un
pregevole fonte battesimale di pianta ottagonale ad immersione,
in quella centrale un bellissimo pergamo del 1209, nel presbiterio
altare e ciborio risalenti al 1166. La splendida cupola emisferica
che si alzava sopra un tamburo cilindrico, decorato sia all'interno
che all'esterno da colonnine di marmo sovrastate da una successione
di archetti ciechi, crollò durante un forte terremoto nel
1819. Nella piazzetta antistante s'innalza una slanciata torre
medievale. <<
SU
Accanto alla
Tarquinia etrusca, si fa apprezzare la Tarquinia medievale
con un Centro racchiuso da lunghi tratti di mura castellane.
L'antica Corneto, che assunse il nome di Tarquinia definitivamente
soltanto nel 1922, oltre al grandioso edificio del Palazzo
Comunale, vanta numerose chiese romaniche tra cui quella di
San Martino, dell'Annunziata, di San Giovanni Battista, di
San Pancrazio, di S. Francesco e il Duomo intitolato a S.
Maria e S. Margherita ricostruito dopo un incendio nel 1643:
nel presbiterio si possono ammirare gli affreschi di Antonio
da Viterbo, detto il Pastura, seguace della pittura del Pinturicchio
e del Perugino. <<
SU
Questo
centro medievale fa da cornice a diverse manifestazioni durante
l'anno: Giostra delle Contrade (le cinque contrade
si sfidano, dopo un corteo in costume medievale, nella giostra
del saracino); Giostra degli Sponsali (rievoca le nozze
tra Sante Vitelleschi e Costanza dei Conti degli Anguillara,
corteo storico e cena con intrattenimenti musicali e giochi
equestri in notturna); Itinerario Presepistico (lungo
le vie del centro circa 30 tappe con altrettanti presepi in
chiese, palazzi e monumenti). In riva al mare, invece, si
svolge a Ferragosto la Processione del Mare, durante
la quale la statua della Madonna di notte viene trasportata
su una barca illuminata e seguita da altre imbarcazioni a
breve distanza dalla riva. Al termine grande spettacolo pirotecnico.
<<
SU
|